Speravo fosse amore

…invece era apparenza.

Gesti e slanci d’affetto plateali di fronte ad un pubblico, misere parole e asettiche movenze nella solitudine di casa.

Vorrei vivere in una favola incantata dove tutto finisce bene, invece ogni mattina mi sveglio accanto a te: tu con gli occhi stanchi di chi sta vivendo per inerzia ed io che, solo guardandoti, mi intristisco.

Siamo grigi di quel grigiore tipico della routine, della mancanza d’amore, di quel dirsi senza parole “cerchiamo di far funzionare questa cosa”.

Non é più nemmeno un rapporto, é una “cosa” appunto.

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Andavamo in un posto lontano io e te, lasciandoci alla spalle tutto. Avevamo un solo bagaglio che conteneva solo ciò che contava veramente.

Non ci serviva altro: solo tu,io e quel piccolo bagaglio.

Andavamo lontano, o così pensavamo, frapponendo chilometri mentali tra noi e le cose brutte.

O così pensavamo.

Abbiamo girato intorno invece, una giostra immobile che ci ha riportati qui al punto di partenza: qui dove i nostri silenzi diventano come coperte sotto cui nasconderci, qui dove sembra essere meglio una bugia della realtà, qui dove l’amore si é essiccato.

Qui dove viviamo come rette parallele che non si incontreranno mai.

incubo

Vorrei prenderti per mano e mostrarti il nostro mondo, portarti sulla collina più alta e farti vedere ogni cosa mentre si accartoccia,si disgrega, vola via come carta bruciata nel vento.

Ti prendo per mano e ti trascino lí, su quella collina fatta di omertà e vigliaccheria.

Tu guardi ma non vedi. Senti ma non ascolti.

Sorridi mentre i vortici di ricordi si disperdono sopra le nostre teste, mentre il sole tristemente affoga nel mare e la notte cala su ogni cosa.

Il sorriso della cieca ignoranza abbellisce il tuo bel viso e continui a non capire. A non voler capire.

Allora urlo, grido la verità, squarciando il buio e i silenzi nei quali ci siamo nascosti.

Urlo, urlo nel vento tutto ciò che il mio cuore arrugginito dalle lacrime contiene. Stringo la tua mano ancora più forte e le mie unghie diventano artigli che ti lacerano la pelle.
Voglio vederti sanguinare, voglio vedere se sei vivo.

Tu ti volti, mi guardi: il tuo volto non lascia trasparire nulla, i tuoi occhi son ciechi e ricompare quel sorriso.

“Questo é il migliore dei mondi, il migliore dei modi in cui vivere” mi dici mentre precipiti nell’abisso.

Ceffoni metafisici

Dopo l’ennesimo monologo con nessun evidente spettatore ti guardo mentre tu fissi un punto nel vuoto con aria superiore.

Mi rispondi?

Puoi dire qualcosa?

Potrebbero essere i due titoli più probabili se dovessi dare un titolo alla nostra storia.

Tu non rispondi mai, non dai neanche un benché minimo segnale che il tuo cervello sia acceso e sintonizzato.

Stai lí: aria sostenuta, lieve innalzamento di sopracciglio, magari uno sbuffare di insofferenza… l’uomo adulto che si riduce ad essere come un ragazzino di 12 anni.

Ma io non voglio fare la parte della mamma.

Né della badante.

Né della serva.

Mi hai rotto.

Spero che tu e la tua arrogante codardia possiate vivere un amore intenso e duraturo.

Dal dottore 

Odio andare dal medico.

Odio quando mi pone la fatidica domanda: “lei fuma?”.

Sembra che qualsiasi malanno io abbia sia provocato dal fumo. Ok fumare fa male, ma se mi presento in ambulatorio con il ginocchio gonfio non credo che il problema sia riconducibile a questo vizio.

Oggi sono andata dal medico di base che, per qualche incredibile allineamento cosmico, mi ha ricevuto in perfetto orario e non con due ore e mezza di ritardo come al solito.

Entro nello studio e mi accorgo che al posto suo c’é il sostituto: mi chiede cosa mi sento:

-É da due giorni che mi sembra di avere qualcosa dietro una tonsilla..

(Aspetto che mi faccia la fatidica domanda e in questo caso la ramanzina da parte del dottore cadrebbe particolarmente a fagiolo)

Nessuna domanda.

-Apra la bocca e dica AHHHHH…. Si ha la gola un po’ arrossata e qualche linfonodo sotto mandibolare gonfio ma niente di che.

-Ok ma che cos’ho dietro la tonsilla?

-Non vedo dietro la sua tonsilla, ma il suo aspetto é normale.

-Ma se ci fosse qualcosa? Che ne só… Un TUMOREEE???

– Ma non penso, non sia così drastica.

-Si ma l’abito non fa il monaco, magari la tonsilla sembra apposto e invece nasconde qualcosa…

-(ride) Mi sta dicendo che ha una tonsilla bugiarda? (ride di nuovo)

Momento di silenzio nel quale mi aspetto la fatidica domanda che non viene posta.

Rompo il silenzio e tutto d’un fiato dico:

-Guardi che io FUMO.

-Capisco..fumare fa male, i rischi sono molti per la sua salute, ma immagino che lo sappia

Ci resto male; pensavo che si addentrasse in una filippica immensa sugli effetti dannosi sul piano respiratorio/immunitario/sessuale/neurologico/ecc ecc.

Pensavo che mi avrebbe prescritto visita specialistica, tac, risonanza magnetica e un prete che non si sa mai…

Invece no, mi fa la ricetta per del paracetamolo.

– Ma mi raccomando di non prenderlo per più di 6 giorni perché fa male al fegato…lei beve?

-No sono astemia

Firma la ricetta e mi porge la mano per salutarmi.

Arrivata alla porta, mi giro e lo guardo..

-Perché non mi ha fatto la ramanzina sul fumo?

Mi guarda come se gli avessi chiesto se c’é una tribú di panda che governa la luna.

-Lei é una donna adulta, immagino che sappia ciò che fa bene e ciò che fa male, so che se deciderà di smettere di fumare, lo farà per sua scelta e non per una ridicola e ovvia ramanzina.

E poi fumo anche io.

Spero che il mio medico decida di non tornare più dalle ferie 🙂
P.s. FUMARE FA MALE.

Se non fumate non cominciate mai, sarà un vizio che vi perseguiterà per tutta la vita e cercare di smettere comporterà incomprensibili pianti isterici, chili in più, ingestibile nervosismo e immenso senso di vuoto.

Se fumate… Beh… come non detto.

A te..

Quando arriva uno di quei momenti in cui tutto dentro la tua testa finisce, allora é finita per davvero.

Non servono litigate, parole di rabbia urlate tra le lacrime, non servono più discussioni, non si cercano nemmeno chiarimenti. É semplicemente finita.

Colpa mia, colpa tua non ha importanza ma, ti prego finiamola con questa lunga ed estenuante agonia.

Le cose non funzionano, gli ingranaggi hanno smesso di girare e il nostro orologio si é fermato. Inutile scuoterlo, non va.

I silenzi ci hanno inghiottiti, le parole mai dette pesano sul cuore come macigni…. e le bugie…. Quante bugie, omissioni, ipocrisie ci vogliamo ancora vomitare addosso? Un tempo ci siamo amati, un tempo non eravamo così come siamo ora: alberi essiccati sotto il sole della realtà; 

salviamo il salvabile, 

finiamola qui ed ora prima che sopraggiungano l’odio e il disprezzo, perché io li sento già arrivare, sono lontani ma corrono con ampie falcate.

Eravamo veramente belli ma ora siamo solo apparenza.

Ci siamo costruiti un mondo attorno che pian piano sta crollando, forse le fondamenta non erano solide? Cosa ci é successo?

Non c’é più niente da fare ormai perché io ti ho già detto addio.